Francesco e Veronica negli 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi

Siamo negli 800 anni della morte di San Francesco e la Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS – a partire dal legame che Santa Veronica aveva con colui che chiamava il mio Padre Santo – ha organizzato un ciclo di eventi per celebrarne la testimonianza e i frutti di santità germogliati nei solchi della storia attraverso i secoli.

Il primo evento il 22 luglio vedrà la partecipazione del professor Stefano Brufani, Professore Ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica all’Università degli Studi di Perugia e del Custode del Sacro Convento di Assisi Padre Marco Moroni, i quali dialogheranno a partire dal Cantico di Frate Sole, visto e riletto come il cantico dell’uomo redento.

A settembre verrà allestita una mostra intitolata: Donne di Dio tra silenzio e parola. L’iniziativa è legata alla Mostra Nazionale del Libro Antico – XXVI Edizione: verranno esposti all’interno del chiostro del Monastero Santa Veronica Giuliani testi riguardanti le Sante e Beate Cappuccine provenienti dall’Archivio del Monastero, dall’Archivio diocesano e dalla collezione personale dell’Avv. Paolo Tiezzi di Firenze, Presidente della Società Bibliografica Toscana. Il cuore di questo evento sarà la conferenza tenuta da Alessandra Bartolomei Romagnoli, docente di Storia della vita religiosa e Letteratura agiografica e mistica nella Pontificia Università Gregoriana, dal titolo Mistiche francescane tra Medioevo ed Età moderna.

A chiudere quest’anno di grazia sarà il concerto-meditazione offerto dalla Corale Marietta Alboni diretta dal Maestro Marcello Marini: attraverso dei testi preparati da Don Romano Piccinelli, la Corale porterà l’abbraccio di Francesco nei luoghi significativi dell’Alta Valle del Tevere.

Il 2026 chiuderà così la celebrazione dei giubilei francescani e ci aprirà al giubileo “veronichiano”: nel 2027 celebreremo infatti i 300 anni dalla morte di Santa Veronica Giuliani. La Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS in collaborazione con il Comune di Città di Castello e la Diocesi sta lavorando affinché sia un anno significativo per il territorio e per i numerosi pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Lo spirito francescano di Santa Veronica Giuliani

Città di Castello fu visitata più volte da San Francesco, il quale nel 1213 soggiornò nell’eremo del Buon Riposo nelle vicinanze della città. Qui al tempo di Santa Veronica fu costruito un convento nel quale abitavano i francescani osservanti presenti anche nel centro urbano insieme ad una comunità di conventuali e dal 1538, anche di cappuccini.

Tuttavia, Santa Veronica non fu mai guidata spiritualmente da un francescano: la beata Suor Florida stilò un elenco con i nomi di 41 sacerdoti che ebbero rapporti spirituali con Veronica, tra di essi troviamo oratoriani, serviti, gesuiti presenti in città ma non compare nessun figlio di San Francesco. C’era infatti il divieto delle Costituzioni, sin dal 1529, che nessun cappuccino potesse prendersi cura delle Monache. Tuttavia, dalla documentazione del Monastero appare la presenza frequente dei predicatori cappuccini nella chiesa delle Cappuccine di Città di Castello.

Tutto questo non ha impedito a Santa Veronica di conoscere in profondità San Francesco attraverso un’esperienza spirituale e mistica e di vivere come Francesco, un cammino di totale assimilazione a Cristo crocifisso.

L’incontro spirituale tra San Francesco e Santa Veronica

Veronica nomina almeno 53 santi nel Diario: nessuno occupa un posto di rilievo come Francesco di Assisi, infatti il suo nome o gli appellativi che lei gli dà, compaiono 118 volte nei cinque volumi. A seguire per importanza troviamo Santa Chiara di Assisi, nominata 110 volte. I rapporti con San Francesco e Santa Chiara non si basano solo su un’affinità mistica ma su un legame filiale che Veronica vive con fedeltà e attraverso una unione sperimentale. San Francesco come anche Santa Chiara, sono presenti in tutte le visioni più importanti che lei vive: essi sono per Veronica lo specchio nel quale confrontarsi nel suo cammino di conformazione allo Sposo Crocifisso, attraverso una liberazione totale del cuore mediante la povertà di spirito.

La mistica cappuccina sentiva profondamente la chiamata a essere degna figlia di Francesco e Chiara. Questo desiderio di imitazione non si limitava all’osservanza esteriore, ma si spingeva fino al cuore dell’esperienza francescana: le sacre stimmate.

Mentre in San Francesco il dono delle piaghe durò circa due anni, in Santa Veronica il cammino verso la configurazione al Crocifisso fu un crescendo che durò trent’anni, dal venerdì santo del 1697 fino alla morte.

La scuola delle piaghe: la via della mistica

“Andare alla scuola delle sue piaghe”: con queste parole il Signore invitava Veronica a comprendere il vero senso della vita religiosa. Il 5 aprile 1697, venerdì santo, Veronica vive la sua giornata pentecostale: l’impressione visibile delle stimmate. Nonostante le differenze formali nelle manifestazioni mistiche, lo spirito è identico a quello vissuto a La Verna. Entrambi, Francesco e Veronica, sono stati strumenti di amore, eletti fin dalla giovinezza per testimoniare la sofferenza redentrice di Cristo.

La mistica di Città di Castello viveva questo legame non in modo astratto, ma attraverso un’unione vitale. Nelle visioni riportate nel suo Diario, il Santo di Assisi appare spesso come un Cristo novello, trasformato dall’unione con il Signore. Questo rapporto conferma che, per Veronica, la spiritualità francescana è una “teologia pratica”: vivere il Cristo nella propria carne, giorno dopo giorno.

La testimonianza attuale di Santa Veronica

Oggi, nel contesto di un mondo che grida il proprio bisogno di ecologia integrale e riconciliazione, l’esperienza di Santa Veronica Giuliani risuona con straordinaria attualità.
Il suo invito a “venire a Gesù” è un appello universale rivolto alle anime tiepide, a ogni uomo in cerca di senso.

La figura di Veronica ci insegna che il carisma francescano è una fonte inesauribile di vita. Mentre il Santo di Assisi ci insegna a lodare Dio attraverso la bellezza della creazione, Santa Veronica ci mostra come la lode possa fiorire anche nel deserto del dolore, trasformando la croce in un altare di amore infinito.

Nell’anno giubilare che ci prepariamo a celebrare nel 2027, riscoprire la Santa non significa solo studiare una pagina di storia mistica, ma incontrare una donna che, con la sua vita, ha dimostrato che l’amore di Dio è il bene più prezioso che un essere umano possa desiderare.

Conclusione

Il legame tra San Francesco e Santa Veronica Giuliani è il sigillo di una spiritualità che attraversa i secoli senza perdere vigore. Attraverso l’imitazione del “Padre Serafico”, Veronica ha saputo tradurre il messaggio del Vangelo in un’esperienza di unione intima con lo Sposo Crocifisso. La sua testimonianza, affidata alle pagine del suo Diario, rimane un invito costante per ogni cristiano: trovare nel Cristo l’unica ricchezza, l’unico tesoro, la sorgente di una lode che, superando i confini del tempo e dello spazio, unisce tutta la creazione nel canto dell’Amore infinito.